IAAPA
International Association Against Psychiatric Assault
(
L'Associazione Internazionale Contro L'Assalto Psichiatrico)

Per favore distribuite ed inoltrate questo messaggio nei newsgroup, blog e siti di discussione on-line e inoltratelo alle organizzazioni nazionali ed internazionali per le persone con disabilità:

Ratificate la Convenzione dell'Onu sulla Disabilità solo se, nel fare ciò,
tutte le leggi sulla malattia mentale vengono abolite

(Risoluzione punto numero 1 dell'Assemblea Generale della International Associaton Against Psychiatric Assault del 24 aprile 2007)

Il 13 dicembre 2006 la "Convenzione per la Protezione e la Promozione dei Diritti delle Persone con Disabilità"1 stata approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU). La Convenzione è stata firmata a New York il 30 marzo 2007 dai rappresentanti dei governi elencati qui di seguito. Questa firma segna l'inizio di un dibattito politico su questa convenzione e sulle sue implicazioni politiche per queste nazioni. Le nazioni che hanno firmato la Convenzione sono: Algeria, Andorra, Antigua e Barbuda, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Bahrain, Bangladesh, Barbados, Belgio, Bolivia, Brasile, Bulgaria, Burkina Faso, Burundi, Cambogia, Canada, Capo Verde, Repubblica Ceca, Repubblica Centrafricana, Cile, Cina, Cipro, Colombia, Comore, Congo, Corea del Sud, Costa d'Avorio, Costa Rica, Croazia, Cuba, Danimarca, Repubblica Dominicana, Dominica, Ecuador, Egitto, El Salvador, Estonia, Etiopia, Comunità Europea, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Ghana, Giamaica, Giappone, Giordania, Grecia, Guatemala, Guinea, Guyana, Honduras, India, Indonesia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Kenia, Libano, Liberia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Madagascar, Malawi, Maldive, Mali, Malta, Marocco, Mauritius, Messico, Moldavia, Montenegro, Mozambico, Namibia, Nicaragua, Niger, Nigeria, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Panama, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Qatar, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Romania, San Marino, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Siria, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Sudafrica, Sudan, Suriname, Svezia, Swaziland, Tanzania, Thailandia, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Uganda, Ungheria, Uruguay, Vanuatu, Vietnam, Yemen.

Il risultato di questo processo politico porterà, in ognuna di queste nazioni alla ratifica da parte dell'organo legislativo (nei paesi democratici, dal Parlamento) o alla sua non ratifica. Una non ratifica sarebbe una cosa contraddittoria al precedente supporto a favore della creazione della convenzione espresso dal governo dello stesso paese.

Dal momento che questa convenzione riguarda i diritti dei disabili è una cosa cruciale porre dine alle violazioni, sistematiche e diffuse, dei diritti umani, sancite dalle leggi che legalizzano le misure di coercizione psichiatrica, i ricoveri non volontari e i trattamenti forzati (trattamenti sanitari obbligatori), così come il prolungamento in modo del tutto arbitrario del tempo in cui si è imprigionati nelle unità forensi [in Italia gli OPG] come punizione. Se la convenzione dovesse essere ratificata, e con ciò la convenzione diventasse legge, senza che allo stesso tempo venissero abolite le leggi speciali per la psichiatria, la convenzione diverrebbe l'opposto di quello che era nelle intenzioni: diverrebbe un ulteriore strumento contro i diritti civili ed umani di tutte quelle persone che sono state psichiatricamente/medicalmente imbrogliate facendo credere che siano "mentalmente ammalate". Le persone con queste "diagnosi" rientrano nella definizione di persone disabili data dalla convenzione. Infatti all'articolo 1 paragrafo 2 della convenzione si trova scritto:

"Le persone con disabilità includono chi ha un impedimento a lunga durata fisico, mentale , intellettuale o sensoriale [...]" [Sottolineatura e grassetto aggiunto, non presente nell'originale]

La convenzione abolisce esplicitamente ogni discriminazione legale delle persone con disabilità All'art. 2, par. 3 si trova:

"[...][Con il termine] discriminazione sulla base sulla base della disabilità si intende ogni tipo di distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità, che ha come scopo od effetto di impedire o rendere nullo il riconoscimento, il godimento o l'esercizio, in modo paritario ed egualitario rispetto agli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali nel campo politico, economico, sociale, culturale ed in ogni altro campo. [...]"

La convenzione, pertanto, proibisce esplicitamente la possibilità che le costituzioni nazionali lascino aperte le possibilità che siano annullati i diritti costituzionali tramite leggi speciali se il criterio utilizzato è quello della disabilità. Tuttavia questo è proprio il caso delle leggi sulla salute mentale: le leggi che rendono legale il confinamento psichiatrico di persone che non hanno commesso crimini e le leggi speciali nel settore penale al riguardo dei casi speciali dei malati psichiatrici, hanno proprio come requisito essenziale, per la loro applicazione, un certificato psichiatrico o un esame obbligatorio. Pertanto questo leggi devono essere abolite, perché contraddicono la convenzione.

Inoltre l'articolo 12 pone i seguenti obblighi agli stati che ratificano la convenzione:

"Uguale riconoscimento di fronte alla legge
1. Gli stati che partecipano alla convenzione riaffermano che tutte le persone con disabilità hanno il diritto di vedersi riconosciute in qualunque luogo e in qualunque occasione come persone di fronte la legge.
2. Gli stati che partecipano alla convenzione devono riconoscere alle persone con disabilità la possibilità di poter godere della capacità giuridica, in modo paritario agli altri, in tutti gli aspetti della vita.
"

Pertanto ogni forma di curatela, tutela o guardianaggio obbligatorio e ogni forma di ospedalizzazione obbligatoria, compreso i trattamenti obbligatori che vengono così realizzati, devono cessare. Non devono più essere usate parole quali "protezioni" o espressioni quali il presunto "benessere" delle persone coinvolte quale cinico pretesto per queste misure.

A sostegno di questa interpretazione legale della convenzione vi raccomandiamo di commissionare una valutazione da parte di esperti giuristi specializzati nel campo dei diritti umani in ambito internazionale, che prendano in considerazione le specifiche leggi nazionali.
Siamo qui a richiamare l'attenzione da parte delle organizzazioni per le persone con disabilità perché prendano urgentemente posizione contro la ratifica di questa convenzione, da parte dei legislatori nazionali, se non pongono completamente in atto quello che è stato ufficialmente dichiarato: libertà legalmente vincolante dalle discriminazioni. La discriminazione legale è esercitata nel modo più radicale, più brutale, più aberrante e più odioso, dalle leggi che legalizzano la coercizione psichiatrica. Se le organizzazioni per le persone con disabilità dovessero, nonostante questo, fare pressioni per una ratifica rapida della convenzione, perché prevedono che gli effetti delle discriminazioni causate dalla convenzione saranno favorevoli, una ratifica senza l'abolizione della coercizione psichiatrica sarà ottenuta ad un prezzo intollerabile: la continuazione delle barbarie della psichiatria coercitiva che è una pratica simile alla tortura e la negazione dell'auto determinazione agli individui che vengono considerati in modo forviante dal gergo medico-psichiatrico come "malati mentali".

Una ratifica che mantenga le leggi sulla salute mentale farebbe di questa convenzione una caricatura cinica: la convenzione diventerebbe un ulteriore strumento di camuffaggio e di copertura della violenza psichiatrica. Diventerebbe una parte del problema anziché essere parte della soluzione.
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1. Il testo originale della convenzione (in inglese) è disponibile in http://www.un.org/esa/socdev/enable/rights/convtexte.htm

Per ulteriori informazioni sulla IAAPA consultate il sito http://www.iaapa.ch


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